venerdì 26 ottobre 2012

La viabilita'


Credit: freedigitalphotos
La circolazione della auto come in tutte le grandi citta’ e’ un problema. Soprattutto se le vie di percorrenza non sono state studiate per sostenere un traffico di mezzi sempre piu’ numerosi. Io, nata e cresciuta vicino a una citta’ di stampo medievale con vicoli, viette, viuzze non ho grossi problemi ad andare in giro in auto. Loro, i locali, si. Hanno un’altra idea del guidare che va dalla passeggiata al mi faccio i cavoli miei nell’abitacolo tipo telefonare, mangiare, prendere appuntamenti, truccarsi, leggere il giornale e soprattutto mandare messaggi. Be’ esattamente come sul treno.
La legge dello stato di New York dice che se risiedi qui per 30 giorni o piu’ non puoi guidare con la tua patente di un’altro stato o di un’altro paese. Cosi dopo aver fatto la passeggera per circa un’anno ho (ri)fatto la patente. Il libretto da studiare di per se’ fa paura. Non ci sono esempi di situazioni che uno student driver puo’ cercare di risolvere e capire cosa fare una volta che si trova dietro al volante. Ci sono pero’ pagine e pagine sulla pericolosita’ del bere prima di guidare (Don't drink and drive). Va anche bene ma insegnare a come guidare in autostrada no? Ti ritrovi sempre quello che va a 40 all’ora sulla corsia del sorpasso pensando che una corsia vale l’altra. Garantito che poi se ci sono dei lavori sulla strada il tutto si paralizza. No, non per i lavori “sulla strada” perche’ restringono le corsie dovuto ai lavori in corso e loro si impietriscono per la strada piu’ stretta del solito. Di solito hanno a disposizione parcheggi a mo’ di piazza d’armi e corsie dove ci si potrebbe muovere con la macchina girata di fianco. Appena c’e’ un ostacolo non passano tra due macchine parcheggiate neanche se ci passasse un Tir.

La viabilita’ in generale non e’ messa male a parte i guidatori pero’c’e’ sempre di mezzo qualche geniale idea del nostro sindaco che ha ridotto tutte le strade da due corsie in una, mettendo piste ciclabili ovunque. Le bici le puoi contare sulle dita di una mano ma lui vuole fare l’ecologico impedendo a quanta piu’ gente possibile di entrare in citta’ con le auto. Peccato che se devi andare in due posti diversi che so, da Brooklyn a Manhattan e nel Queens ci metti solo 4 o 5 ore solo per pulmann e metropolitana e attese varie. Ma lui imperterrito infila parchimetri dappertutto che costano una cifra e ci puoi rimanere solo 15 minuti massimo un’ora. Anche i mezzi non costano poco e aumentano in continuazione.
Le auto sono enormi, manco dovessero tutti scaricare sacchi e sacchi di cemento. Poi ci sono quelle piccole che noi chiamiamo berline che sembrano pulci in confronto. Quelle grandi sono difficili da parcheggiare e da gestire per alcuni e vanno a passo di lumaca tanto per essere sicuri. Quando li hai davanti non vedo un tubo.
Cosi ci siamo ridotti a viaggiare sempre con il GPS a portata di mano in caso di intrappolamento da lavori in corso, incidenti, lumache, tartarughe e  imprevisti della strada.
 

sabato 20 ottobre 2012

La patata bollente

Un’argomento che qui pare essere sempre all’ordine del giorno e’ se sei “straight” o no. Dove“straight” vuol dire letteralmente dritto ma che nell’uso comune vuol dire che una persona e’ normale, convenzionale, che non fa uso di droghe o eterosessuale.
Quest’ultima e’ l’argomento che ogni giorno salta fuori da qualche parte.
Dal primo gennaio di quest’anno nello Stato di New York coppie omosessuali si possono sposare, con rito civile o religioso (non cattolico). L’andare contro a questi matrimoni a me sembra una cosa cosi arcaica che mi viene da ridere. Da che mondo e mondo esistono le persone gay.
La parola gay
non e’nata con il significato di omosessuale. In Provenza in lingua d’Oc ga
Í
voleva dire gaio, allegro, che da’ gioia come "lo gai saber", "la gaia scienza", che, per i compositori ed esecutori di poesia lirica in lingua d’oc, è la scienza d'Amore, che poi attraverso il francese passò in inglese come gay. In questa lingua la parola acquisì nel Settecento il senso di "dissoluto", "anticonformista". Il significato peggiorò ancora nell'Ottocento, fino a voler dire "lussurioso", "depravato". Ecco perché, nell'Inghilterra dell'Ottocento, una gay woman era "una donnina allegra" cioè una prostituta, mentre una gay house (letteralmente "casa allegra") era un bordello. La connotazione omosessuale della parola, in questa fase, non era ancora presente. E’ arrivata ad essere collegata all'omosessualità solo nell'inglese parlato negli USA, prima del 1920, anno dal quale iniziano a moltiplicarsi le attestazioni dell'uso del termine gay col significato di omosessuale, nel gergo della sottocultura statunitense, in cui oggi viene usato anche il sinonimo faggot o fag, considerato però con un'accezione molto volgare. Al momento era riferito ai soli uomini, e non senza un beffardo parallelo con la gay woman.
Negli anni trenta il termine "gay" era già compreso dalla massa in America col senso di "omosessuale": lo rivela un film del 1938, Susanna, nel quale l'attore Cary Grant è sorpreso, per un malinteso comico, in vesti femminili. A chi gli chiede il perché, risponde stizzito: "Because I just went gay all of a sudden!", "Perché sono appena diventato gay tutto d'un tratto!".
Con la nascita negli USA del nuovo movimento di liberazione omosessuale l'uso “ufficiale“ di questo termine come lo sentiamo oggi avvenne nel 1969.
I nuovi militanti rifiutarono i termini usati fin lì, come omosessuale e soprattutto omofilo. Non volendo più essere definiti con le parole usate dagli eterosessuali, spesso ingiuriose, la comunità omosessuale scelse di auto-definirsi (come già avevano fatto i neri, che avevano rifiutato nigger preferendogli black) usando un termine del loro stesso gergo, cioè appunto gay. Era nato il Gay Liberation Front (GLF).

 
Phyllis Siegel, 76 anni, a destra, bacia sua moglie Connie Kopelov, 84, dopo essersi scambiate la promessa di matrimonio
all' Ufficio del
Manhattan City Clerk.
Credit: Michael Appleton-Pool/Getty Images
Lo sposarsi quindi arriva dopo una lunga serie di battaglie legali a suon di manifestazioni e di proteste politiche e di piazza.
40 anni fa, o giu’ di li non avrei potuto sposare mio marito. Le coppie miste erano considerate “non naturali”, “sbagliate” e “contro il volere divino”. L’idea era che, se Dio ci aveva creati con colori diversi allora per forza dovevamo rimanere diversi. Io credo che avesse altro in mente quando penso’ a creare l’uomo e la donna.
Oggi usano la stessa stupida scusa. Si attaccano a quello che Dio ha detto e Dio ha fatto.
Be’ Dio ha anche detto “non desiderare la donna d’altri” ma lo fanno lo stesso, ha detto “rispetta il padre e la madre” e poi li ammazzano per ottenerne l’eredita’.
Mi sono detta, se esiste quello che chiamo terzo genere sessuale e’ perche’ anche questo era nei piani di Dio, o no? Oppure andiamo a disturbare l’Onnipotente solo quando ci fa comodo?
In questi ultimi mesi ne ho visti tanti di matrimoni tra due uomini e tra due donne. Foto pubblicate su Internet, giornali, articoli vari. Cerimonie “normali” con amici, parenti e torta nuziale. Sono fermamente convinta che alcuni di questi dureranno in media piu’ di quelli etero. Quelli tra un uomo e una donna, che finita la festa dopo due o tre anni ognuno se ne va per la propria strada oppure rimangono insieme per i figli con amante di scorta. Non come quella coppia di signore ultraottantenni, che adesso vivono in una casa di riposo in California. “Siamo insieme da quasi sessant’anni” dice una delle due, “ai nostri tempi non potevi andare in giro a dirlo, abbiamo vissuto il nostro rapporto in segreto e la gente credeva fossimo coinquiline che dividevano le spese di casa”.
Si preoccupano per i bambini delle coppie gay, non di quelle con un padre che picchia la madre, la madre drogata o in galera, il patrigno pedofilo e quant’altro. Sono i gay che rovinano la societa’ o e’ meglio dire chi e’ senza peccato scagli la prima pietra? Forse, e dico forse, e’ ora di smetterla di fare i moralisti e gli ipocriti con le vite degli altri.


sabato 13 ottobre 2012

Elezioni e politica



Da quando sono finite le Olimpiadi hanno cominciato a martellarci con le Elezioni presidenziali. Qualcuno potra’ dire, “be’ ma sono LE elezioni del Presidente” si ma, non si impara molto da quello che dicono. Gossip e nient’altro. Lui ha detto cosi, l’altro ha detto cosa’ e via  come degli uomini di un tempo a giocare a carte all’osteria.
Poco ma sicuro che quattro anni di Repubbblicani al governo non ce li voglio.
Il GOP (gi-o- pi), cosi viene chiamato il candidato alla presidenza della parte repubblicana, s’e’ trovato il belloccio di turno come candidato alla vicepresidenza e si fa fotografare anche a lavorare sodo con i pesi da palestra, come se bastasse a governare.

Il primo Presidente repubblicano fu Abrahm Lincoln. Dopo la guerra civile i primi repubblicani furono percepiti come il partito che aveva vinto la guerra. Quelli invece che erano fermamente legati al Governo Federale furono ironicamanete soprannominati Gallant Old Party ( Il Vecchio Glorioso Partito). Presto divenne Grand Old Party (Grande Vecchio Partito) e abbreviato come GOP. Cosi i Repubblicani di oggi sono i discendenti dei Federati che avrebbero voluto il Sud diviso dal Nord e che volevano tenersi i “loro” schiavi. Non hanno nessun interesse nel benessere comune ma solo del benessere delle loro tasche a qualsiasi costo.
Ho sentito dire al candidato del GOP tante di quelle castronerie che ancora non so come c’e’ gente che voglia votarlo. Tanto per dirne una, secondo lui, quelli senza lavoro che chiedono aiuto sono parassiti, ha avuto poi da dire su insegnanti, donne, aborto e via dicendo. Ha inviperito meta’ America con scemenze che un candidato alla Casa Bianca non dovrebbe nemmeno pensare, non solo dire. Ultima ha ammesso che Obama non ha aumentato le tasse. Cosi non si capisce se parteggia per se stesso oppure fa campagna per il suo avversario. 10 dei suoi 24 consiglieri sono gli stessi che aveva Bush. Ha gia’minacciato tutti quelli che poteva nel medio-oriente. Se lo eleggono poco ma sicuro che siamo in mezzo a un’altro caos. Intanto qui una persona su sei non mangia e siamo in 300 milioni. Non c’e’bisogno di fare i conti per vedere quant’e’ alta la percentuale.
Adesso sta’ pensando di dare soldi e armi ai ribelli libanesi per stravolgere il governo attuale, cosi poi metteranno qualcuno che protegga i loro interessi come hanno fatto con Haiti.
Questo fino a quando gli servi, poi ti mollano li e cominciano a puntare il dito. Non vai piu’ bene, bisogna cambiare e via di nuovo altre guerre perse.
Un libro che denuncia ed espone tutti questi giochini e’ “Liberty And Giustice for some”, la frase sarebbe liberty and giustice for all, e’ parte del giuramento di fedelta’ alla bandiera.
Liberta’ e giustizia per tutti, il titolo del libro e’ invece liberta’ e giustizia per alcuni.
E’ una descrizione dettagliata di come manipolano tutti e tutti per arrivare dove vogliono e la maggior parte delle volte con l’appoggio di tutto il mondo occidentale.
Cosi adesso rabbrividisco a all’idea di
un altro "Bush" alla Casa Bianca.
Il primo dibattito non e’ andato bene secondo i sondaggi ha "vinto" Romney, ma non tutti hanno bevuto la storiella di quello che sa quello che sta facendo.
Non puoi rimediare a mesi di scemenze in un’ora. E non ho mai visto il Presidente cosi senza parole, che sia una tattica? Al secondo e terzo dibattito spero che lo sotterri con uno dei suoi discorsi fiume, quelli che non fanno una piega.

 “Non capisco perche’ l’America pensa sempre di dover andare in giro per il mondo a forzare gente con le armi ad accettare il nostro modo di governare. Quando hai qualcosa che e’ veramente buono non devi imporlo alla gente. Lo rubano.
                                                                                                                                                         Dick Gregory
                                                                                                                                  (Comico e attivista politico)

sabato 6 ottobre 2012

Feste, Religioni e Celebrazioni


I primi dieci emendamenti della Costituzione degli Stati Uniti si chiamano Bill of Rights (Dichiarazione dei diritti). Garantiscono le fondamentali libertà di culto, di espressione e di stampa, e ulteriori libertà individuali.  Il primo emendamento garantisce la liberta’ di espressione, ma anche la liberta’ di professare liberamente la proprio religione senza che il governo possa eroghare delle leggi per impedirlo. Il secondo emendamento, ad esempio, autorizza il libero possesso di armi. Il quinto emendamento riconosce al soggetto interrogato il diritto di non rispondere alle domande che potrebbero determinare la sua responsabilità penale.
Il Cristianesimo è presente in tutte le sue grandi derivazioni: in maggioranza protestanti , seguiti dai cattolici , mormoni e cristiani ortodossi.  Le confessioni protestanti di maggiori tradizioni sono quelle della tradizione calvinista-riformata (presbiteriana, congregazionalista, nonché i battisti) e gli episcopali, questi ultimi ramo americano dell'Anglicanesimo, cui tradizionalmente fanno riferimento le classi alte. Le confessioni più diffuse sono nell'ordine la battista, la metodista, la luterana, la presbiteriana e la episcopale, oltre ad una miriade di Chiese evangeliche, pentecostali e minori. La singola chiesa più diffusa è quella cattolica, rafforzata dall'immigrazione ispanica degli ultimi 30 anni. Vi sono anche presenze ebraiche, islamiche, Testimoni di Geova, buddisti, induisti, sikh, caodaisti, shintoisti e bahai, grazie all'enorme varietà di etnie presenti ogni religione e' rappresentata.
Questo sulla carta, ovvero tutti professano la propria religione, tutti nel proprio quartiere, Chiesa, Sinagoga, Tempio o Moschea. Religione e etnia sono ben distinte in quartieri.
Il Queens e’ latino (gente di provenienza ispanica, portoricani, messicani,..) Williamsburg in Brooklyn e’ ebreo. La parte sud di Brooklyn e’ abitata per lo piu’ da abitanti dell’ex USSR.
Poi ci sono irlandesi, italiani, tedeschi, e via dicendo.

Anche le scuole sono seprate, scuole cattoliche, ebraiche e via dicendo. Le scuole pubbliche invece sono un bel miscuglio. Quando ci sono le feste le festeggiano tutte tanto per non sbagliare. Religiose e non.

Cosi negli ultimi mesi si e’ cominciato ad agosto con il Ramadᾱm il digiuno islamico di 28/30 giorni. Poi il primo lunedi di settembre e’ festa del lavoro (il nostro primo maggio) chiamato Labor Day seguito dal Rosh Hashanah il 17 settembre e subito dopo lo Yom Kippur, ebraiche. L’8 di ottobre tutti a casa, italiani in testa, per festeggiare il Columbus Day. “Grazie” Cristoforo Colombo che sei passato da queste parti....La prossima e’ Halloween la notte del 31 ottobre (festa di Ognissanti) che riesuma morti e quant’altro. Un po’come il nostro carnevale, lugubre perlopiu’. E poi Thanksgiving (Giorno del Ringraziamento) il quarto giovedi di novembre e Natale seguito come da noi da Capodanno con palla che scende a Times Square. Niente Befana. Al tre si torna al lavoro.
Il capodanno cinese quest’anno e’ stato al 23 gennaio. In mezzo al 16 gennaio Martin Luther King Jr Day. Al 14 febbraio San Valentino che, secondo me, e’ piu’ la festa dei fioristi e dei cioccolatieri che degli innamorati. Si spendono in media 4 miliardi di dollari, la maggior parte in gioielli.
72 milioni sono le cartoline che i genitori comprano ai figli e contano come il 65% dei regali di San Valentino. La media delle proposte di matrimonio in quel giorno e’ di 220.000. E non dimentichiamoci dei Fido che si prendono una media di 367 milioni nel complessivo dei regali.


Anche il massacro di San Valentino del 1929 e’ amaramente ricordato. Al 20 febbraio e’ stato il President’s Day creato prima per festeggiare George Washington nato il 22 febbraio 1732. Era all’inizio chiamato Washington’s Birthday sin dal 1879 quando il Congresso l’ha votato come  festa federale fu celebrato il 1 febbraio all’inizio e il 22 febbraio poi. Abraham Lincoln e’nato il 17 febbraio 1809, quindi i due compleanni hanno “creato” una terza data che non a caso e’ a meta’ tra il compleanno di Washington e quello di Lincoln. Per comodita’ si festeggia il terzo lunedi di febbraio. Qualche altro Stato ha messo lo stesso giorno la festa con il compleanno di altri Presidenti. Per esempio il Massachusetts festeggia anche J.F.K. essendo nato in Brookline.

La Festa della Donna all’8 marzo si sente poco se non per conferenze sulla donna e mini proteste di vario genere. Niente uscite di testa di sole amiche a mo’ di apertura dello zoo. Questo e’ quello che ricordo che succedeva ultimamente dalle mie parti.
E mettiamoci in mezzo anche San Patrick al 17 marzo, festa irlandese con fiumi di birra che scorrono.  Mardi Gras  (martedi grasso) e’ celebratissimo a New Orleans con tanto di parate con Re e Regina della Festa. C’e’ una parata di bianchi e una di gente di colore. Poi la Pasqua che da molti e’ considerata piu’ importante del Natale. L'ultimo lunedi di maggio e’ Memorial Day dedicato a tutti i veterani di tutte le guerre e niente lunedi dell’Angelo. Poi si passa alla festa dell’indipendenza il 4 luglio dove si sprecano barbecue e fuochi d’artificio.
A settembre si riparte con il primo lunedi del mese il Labor Day senza passare per Ferragosto.
Ormai mi passano via il 6 gennaio, il 1 maggio, il 25 Aprile e il 2 giugno che qui, ovviamente non sanno cosa siano altrimenti, se dovessero festeggiare tutto di tutte le etnie e religioni, credo che non si andrebbe piu’ al lavoro!

venerdì 28 settembre 2012

Si va a far compere !!


Ero abituata a fare acquisti in un certo modo ma, si sa, e lo ripeto, qui e’ tutto diverso.
Ma partiamo dall’inizio. L’anno scorso in primavera abbiamo deciso di comprare uno di quegli sparaneve a benzina che in quattro e quattrotto ti puliscono il marciapiede davanti a casa dopo una bella nevicata.
La tempesta del 2010 ci e’ bastata, con spalate e mal di schiena vari. Cosi dopo aver fatto le nostre ricerche su internet, deciso modello e casa produttrice siamo partiti alla volta di uno di quegli enormi magazzini per il fai da te e che vendono anche elettrodomestici.

Quando pero’ arriviamo sul posto ci viene detto che siamo fuori stagione e loro non ne hanno in magazzino. Pero’ provano a cercare se in uno delle filiali ce n’e’ uno disponibile. Se non c’e’ non possono nemmeno ordinarlo. Funziona cosi, la casa madre ordina un certo numero di pezzi per i propri magazzini. La ditta li produce e quando sono finiti, sono finiti. Se ne parla la stagione successiva.  Ne trovano uno in un magazzino piu’ a nord dello stato di NY e possono farcelo arrivare. Ci vogliono una quindicina di giorni.  Chiamano e andiamo a ritirarlo, facciamo tutte le carte per noleggiare il furgone, sulla macchina non ci sta’. Il marito dice che e’ meglio prendere quella misura, cosi, penso io, ci puliamo l’intero vicinato. Comunque dopo venti minuti di attesa arriva con una ruota sgonfia dal magazzino sul retro.  Non possono darcelo se e’ danneggiato. Provano a gonfiare la gomma, niente. Buca.
Disdetta del furgone a noleggio, proveranno a ordinare la ruota sperando che la ditta produttrice ne abbia una, sempre per lo stesso discorso del numero fisso, tanti ne fanno tante parti servono. Comincio a pensare che di ruote di scorta non ne abbiano.
Dopo altre tre settimane chiamano che hanno trovato la ruota e riceveremo il nostro “snowblower” senza pagare la consegna per il disturbo. Di che mi lamento in fondo c’e’ voluto solo un mese e mezzo.

Arriviamo a settembre e il nostro carissimo condizionatore d’aria passa a miglior vita. Proprio quello che ci rinfrescava l’aria dentro casa quando fuori c’erano 40 gradi o quando l’umidita’ raggiungeva livelli da tagliarla con il coltello. Anche qui ripartiamo con la ricerca su internet per trovare un modello della stessa grandezza di quello vecchio per via del buco nel muro. Troviamo che un negozio vicino a casa ce l’ha. Andiamo, si va bene, quando per il trasporto e il montaggio? Chiediamo. Spara $ 150. Al nostro strabuzzare gli occhi dice che e’ per il buco nel muro. Gli ripetiamo che il buco nel muro c’e’ gia’ bisogna solo sfilare il vecchio e mettere il nuovo, come aprire e chiudere un cassetto. Senza ascoltare ripete che bisogna tagliare il muro. Va be’ meglio andare, cerchiamo da un’altra parte.
Altre ricerche su internet e due magazzini dopo non lo troviamo. In uno pero’ chiedono solo $35 per l’installazione non ne hanno piu’ e neanche in altri magazzini. Nel secondo ci dicono che non ne hanno perche’ e’ fuori stagione ma se vogliamo hanno i caminetti elettrici (?).
Ritorniamo al primo negozio quasi rassegnati, il venditore della mattina non c’e’. Ce n’e’ un’altro che pensa di essere l’impiegato piu’ furbo della terra. Il prezzo del condizionatore e’ quello della mattina ma per l’installazione siamo passati a $300. Cos’e’ furto legale?
Mi e’ venuta in mente Julia Roberts in Pretty Woman quando Richard Gere si ferma a chiedere direzioni e lei alza il prezzo tutte le volte che lui ribatte che le informazioni non si pagano. Per tutta risposta lei gli dice semplicemente che fa quello che vuole, non e’ lei quella che si e’ persa. $150 dollari della mattina si sono trasformate in $300 al pomeriggio, dobbiamo essere sembrati disperati.

Ritorniamo quando c’e’ il primo venditore, finalmente ci si capisce e chiede $35 per il trasporto e $50 per l’installazione. Un lavoro di un quarto d’ora. Ma l’avessimo fatto il primo giorno? Perche’ dobbiamo sempre contrattare come se fossimo dentro la Medina di Tunisi?
Ogni volta e’ la stessa cosa, contratti abbassi il prezzo, non devi far vedere che la cosa ti serve altrimenti ci marciano sopra e via cosi una fatica a spendere soldi quasi come guadagnarli.

Anche stavolta ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti ale fauci del venditore selvaggio. Alla prossima avventura nel misterioso mondo delle vendite...

sabato 22 settembre 2012

La pubblicita'

Free Digital Photos

Quando sono arrivata qui  guardavo la televisione ben poco. Un conto era parlare con Paul in casa e un conto era cercare di capire cosa dicevano in TV. Usavano, e usano, parole grammaticalmente piu’ corrette e non di uso commune, soprattutto nei telegiornali.
La pubblicita’ e’ diversa, deve arrivare a tutti, educati e non, bambini, adulti e adulti anziani. Deve essere d’impatto. Io la guardavo come i bambini, senza capire troppo del linguaggio guardando per lo piu’ le figure. Era ed e’ molto meno “seria” della nostra, piu’ sullo scherzo, colorata e con molto slang (gergo).

La famiglia del Mulino Bianco qui non esiste, o meglio, esiste una famiglia ma e’ tutt’altro che da sogno. Padre madre e sorellina che rientrano dopo aver comprato fast food e trovano il figlio diciassettenne e il nonno che prima discutono e poi fanno la lotta sulla scelta del cibo gratuito che viene consegnato scegliendo un certo tipo di menu. I due genitori ancora sulla porta per niente sorpresi di quello che sta’ accadendo in soggiorno si guardano e dicono be’ glielo diciamo o no che si possono scegliere entrambi I menu? (Mac & Cheese KFC Commercial )

Le pubblicita’ sul cibo sono quasi disgustose a vedersi, anche se adesso non ci faccio piu’ caso.
Quantita’ enormi di cibo,  salsine che colano dalla carne, sughi , sciroppi che fanno venire il diabete solo a guardarli. Grigliata di pesce da cui cola il burro fuso quando non gli fanno fare il tuffo dall’alto.
Hamburger a 4 piani che chiamano 4 deck. Compri uno te ne regalano due. Bibite che ti conviene comprarne in quantita’ enormi perche’ in proporzione quelle small costano di piu’. Per far mangiare la verdure ai bambini c’e’ il succo di verdure e frutta oppure passiamo direttamente alle pillole.
Anche le catene di ristoranti fanno la loro apparizione con “tutto quello che riesci a mangiare per soli 20 $”. Ma quanta pasta riesci a mangiare? Al secondo gigantesco piatto gia’ non riesci piu’ a mandare giu’ un altro boccone.
Quando si avvicina l’estate dopo averti angosciato con cibarie di tutti i tipi durante l’inverno arrivano le pubblicita’ delle palestre. Di solito due mesi prima di andare in spiaggia, come se potessi buttare giu’ 30 chili in 60 giorni.
I vestiti? Tutto a meno e di piu’. “Con 80$ nel negozio tal dei tali ho comprato un set per me, uno per il marito, uno per i due figli e con il risparmio anche la divisa della squadra di softball”. Pero’…  A settembre all'inizio delle scuole la direzione e’ questa, non si comprano solo libri ma si deve rifare il guardaroba allo studente per fare invidia la compagno di banco. Non mi ricordo che si sia mai usata la vestizione prima di andare a scuola, forse  ci compravano vestiti quando gli altri non andavano piu’ bene.

Altri tormentoni sono le pubblicita’ dei cellulari, dell’elettronica in generale e le auto. I cellulari sono quasi gratis, peccato i due anni di contratto obbligatorio altrimenti lo paghi a prezzo pieno. La fregatura arriva alla prima bolletta. Tra roaming, telefonate, messaggini e carichi e scarichi di dati se non partono quasi 200$ e’ poco. Io vado avanti come in Italia, prepagato trenta dollari ogni due mesi. Il telefono lo uso per chiamare non per lavorare. I televisori te li vendono piu' grandi della stanza dove devono andare.

Le auto sono un grande business. Ne vengono fuori di nuovi modelli come funghi. Quando non ci sono nuovi modelli, ci sono le promozioni.  Ma quante macchine puoi cambiare? Ritiriamo l’usato ( "vecchia" di soli 6 mesi) e ti diamo un’auto nuova allo 0% di interessi per i primi due anni, paghi dal terzo mese se non ti piace riportala indietro. Alla fine pero’ e’ sempre un paragone con la concorrenza, le pubblicita’ sono pressoche’ uguali e denigratorie per la marca concorrente.

Quelle che mi fanno sorridere e che mi fanno piu’ paura allo stesso tempo sono quelle dei medicinali. Ogni medicinale ha almeno una quarantina di effetti collaterali. Ma ditemi se un antidepressivo puo’ causare pensieri di suicidio, attacco di cuore, cancro, blocco renale, allergie e quant’altro. Dopo 30 secondi di elenco dei malanni, che ti puoi prendere ingerendo una singola pillolina, ti dicono di parlare dei sintomi con il tuo medico. Se ci arrivo viva dal dottore!Gli antiacido per i bambini? E medicinali per malattie che neanche sapevo esistessero?
Che dire delle carte di credito? Quelle che devi avere per forza perche’ il contante e’ diventato virtuale. Alla cassa del supermercato te lo chiedono d’ufficio, cash or charge, contante o carta? Se pero’ gli dici contante ti guardano di sott’occhio per un secondo e mezzo come se venissi da Marte.

Comunque quando cercano di farti prendere una carta di promettono mari e monti, fuorche’ dopo ammazzarti con gli interessi se non paghi il saldo quando e’ dovuto. Si parte dal sette percento al ventisei. Va da se’ che se spendi 500$ e paghi 25 dollari al mese ci metti una vita a pagare tutto.
Sempre che nel frattempo tu non spenda altro aumentando il debito. Cosi ti diventa una bolletta fissa da pagare come la luce o il gas.

In Italia le pubblicita’ mi sembra di ricordarle tutte eteree, da nuvola, misurate e attente a non offendere nessuno e soprattutto a non far figure. Qui la sfacciataggine e’ di casa.
Quelle che mi piacciono di piu’ sono quelle dove fanno interagire dei pupazzetti o cartoni con persone vere, tipo quella degli M&Ms. Un gruppetto di loro asseragliati nel credenzino e che si rifiutano di diventare uno spuntino.         (M&Ms Get In The Bowl)

Per il resto e’ tutto uno storpiare di naso a guardarle e punti di domanda che ti crescono sulla testa chiedendoti a cosa cavolo stavano pensando quando l’hanno inventata.
( Sears Top Ten Commercial)


venerdì 14 settembre 2012

Il cibo

 
E siamo arrivati a un punto dolente. Il cibo. Anche in questo campo all’inizio ci si perde. Quando hai mangiato “italiano” per trentacinque anni cominciare a mangiare altro non e’ semplice, soprattutto se sei quella che fa la spesa e cucina. Pasta, arrosto, lasagne, affettati e minestre era quello che conoscevo.
La mamma e’ sempre la mamma non si discute. Come cucina lei non lo fa nessuno. Cosi, cerchi di ricreare quello che sai e che hai imparato in anni spesi al tavolo della cucina a leccare cucchiai di legno con avanzi dell’impasto delle torte.
La pasta non e’ importata, la fanno qui da qualche parte. Qualche volta ti salta in mente di fare il ragu, cosi vai a comprare la carne. C’e’ di diversi tipi, 93% carne-7% grasso, 90% carne-10% grasso e via dicendo. Ci metto un pochino di salsiccia, ma non quella che chiamano italian sausage che ha i semi di finocchio che non sopporto, quella che per trovarla devi andare in uno di quei pochi negozi che vendono cibo italiano. Quello che ci metti mezz’ora in macchina per arrivare.
Sulla diciottesima Avenue a Brooklyn ce n’erano parecchi ma, adesso sono stati sostituiti da cinesi che vendono tutto da 99 centesimi in su. Cosi tanto che ci sei compri anche besciamella, prosciutto cotto e formaggio. Lo scontrino e’ una fucilata.

Al dunque e’ difficile trovare gli ingredienti. Per fare il tiramisu' ho dovuto girovagare per quattro negozi. I savoiardi li ho trovati una mattina mentre andavo al lavoro in un drugstore, una farmacia che vende un po’ di tutto. Quello che secondo me e’ piu’ difficile trovare e’ la carne. Non hanno i tagli come i nostri e applicarli alle nostre ricette non funziona. L’arrosto, per esempio, viene asciutto. Ho capito perche’, quando la gente del posto lo fa', deve usare quella salsina che chiamano grevy . Usano il sughetto rimasto nella casseruola dove hanno fatto cuocere la carne, lo passano, ci stemperano un cucchiaio di farina e del brodo, che vendono nel cartone del latte e riducono la salsina ottenuta fino a farla addensare. Poi la mettono sulle fette secche ed eviti l’effetto impastato dell’uovo sodo in bocca.La classica bistecca e’ come l’arrosto, se non stai attenta e la cuoci troppo diventa come l’arrosto, una suola. Dopo qualche tempo di lotte mi sono arresa. Allora ho cominciato a fare esperimenti  e marinare la carne con le loro ricette. Pare che funzioni.
C’e’ quasi sempre la salsa di soia, la salsa Worchestershire, aglio, olio di mais, aceto bianco o rosso, succo di limone, sale pepe ed erbe varie. Butti tutto dentro a un sacchetto a tenuta stagna, in frigo per una notte e il giorno dopo la passi sulla piastra. Voila’ e il trucco e’ fatto.

La rivelazione totale e’ stato il forno. Tutto dentro alla teglia, mezz’ora a 180 gradi e il pollo e’ bell’e' che pronto con le patate.  Io lo usavo sempre per ricette piu’ complicate.
Le verdure sono un punto debole. Non le sopporto e fantasia ne ho poca. Il top del top qui sono i broccoli seguiti dal cavolfiore e dai fagiolini (o cornetti come li chiamiamo noi a Milano). Negli stati con influenza ispanica vanno i fagioli, innumerevoli tipi di fagioli e migliaia di ricette per cucinarli. Le zucchine e i cetrioloni sono in buona compagnia delle melanzane. Il piu’ delle volte tutto grigliato.

I peperoni, che chiamano bell pepper, non sono da confondere con pepperoni che e’ salame piccante a fette che usano sulla pizza a quintali.
Non dimentichiamoci delle patate, interi stati ne vanno fieri e dichiarano di avere le patate piu’ buone.  Ci sono quelle dell’ Idaho, del Minnesota, dell'Ohio e dell'Oregon. Bianche, rosse, gialle, arancio ma anche blu e viola. Hanno persino un’associazione The Potato Association of America o PAA. Mai visto tanti tuberi in vita mia.

Parliamoci chiaro, non hanno una tradizione culinaria molto vasta e al 100% americana. E’ un rubacchiamento di cucine che hanno fatto loro. La quantita’ di cibo che mettono nel piatto e’ enorme. Non hanno molto gusto e compensano con quantita’, salsine, spezie piccanti e sughetti.
Quando poi arrivi a casa dopo dodici ore e non hai proprio l’ispirazione per cucinare, allora ripieghi sul take-out o asporto. Si ordina il cinese, la pizza, il tailandese, l’indiano, il texano-messicano, e via.
Cena pronta con pochi dollari e consegnata a casa.


Il vero prezzo da pagare sono i chili che metti su alla velocita’ della luce e l’acidita’ di stomaco che , dopo un po’, credi che ti stia ammazzando.
Arrivata alla saturazione torni a broccoli, patate e marinature..... se non puoi batterli, unisciti a loro.

martedì 11 settembre 2012

11 Settembre

Photo by BarbaraCarraroJules


Sono passati 11 anni da quella tragica mattina. Qui, piu’ che in ogni altro posto , si sente nell’aria un senso di tristezza, di rabbia, di rassegnazione. E’ successo qui.
Tutti stanno guarendo dalla ferita ma non dimenticano  e non vogliono dimenticare. Il tempo sta’ facendo da medicina.
Tutti ricordano dov’erano in quel momento. Quello che ricordano piu’ di tutto e’ l’odore acre del dopo, il fumo che ha invaso Manhattan per settimane. Mio marito ricorda che persino giu’ a Brooklyn arrivo’ quel fetore denso e insopportabile.
Ieri notte, come da dieci anni a questa parte, ci siamo riuniti con le moto di fronte alla concessionaria della Harley Davidson. Alle ventitre’ in punto siamo scesi giu’ fino a quello che poco tempo fa chiamavano Ground Zero e che adesso, a poco a poco, cominciano a chiamare il nuovo World Trade Center. Il gruppo era di circa 800 moto di tutte le marche con motociclisti di tutte le eta’. Qualcuno ha vissuto sulla pelle l’esperienza di quell’undici settembre, lo stesso qualcuno che adesso ci lavora per ricostruirlo.
Arrivati in West Broadway, dove abbiamo parcheggiato, ci siamo recati nella parte ovest dove partono i treni per il New Jersey. Abbiamo deposto una corona e recitato qualche preghiera.
Il direttore del nostro club, Joe, prima di tornare ognuno nella propria casa, ha recitato un passaggio della Bibbia che raccoglie il sentimento piu’ comune oggi:

(1) Giustificati dunque per fede, abbiamo fatto pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, (2) mediante il quale abbiamo anche avuto, per fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; (3) non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza, (4) la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. (5) Ora la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
(Romani 5:1)

sabato 8 settembre 2012

Usi e Costumi

 
From People of Walmart
 
Vivere in un paese “straniero” apre la mente. Giorno dopo giorno e’ sempre meno straniero ma non piu’ comprensibile. Di sicuro si imparano cose nuove della natura umana e capisci fino in fondo il detto “paese che vai usanze che trovi”.
Qui pensano, mangiano, crescono figli e si relazionano con il prossimo in modo totalmente diverso da quello che ho vissuto finora. O meglio, che ho vissuto fino a sette anni fa.
Cose che a noi immigrati sembrano logiche e “normali” per loro sono irrazionali e strane.
Educazione ricevuta e non? Anni di sopravvivenza in una citta’ formicaio dove si sgomita dalla mattina alla sera? Quella che a me sembra maleducazione loro la vedono come furbizia. Calpestarti i piedi per passarti davanti in fila gli deve dare un senso di “vittoria virtuale”. Lasciare gridare i bambini in mezzo alla folla quando da noi avrebbero beccato un sonoro schiaffone al secondo smettila!
E che dire vestirsi da spiaggia per andare al lavoro appena il termometro raggiunge i 20 gradi?

Vestitino bianco di tela leggera dove si intravede la biancheria intima e infradito.
Cosi come sbadigliare a bocca spalancata davanti ad altri pendolari sul treno, starnutire e non soffiarsi il naso e continuare a tirare su perche’ non si danno la pena di mettere un fazzoletto in tasca prima di uscire di casa.
Truccarsi sui mezzi pubblici, fare colazione per strada e camminare in modo non naturale con i piedi indentro perche’ nessuno ha mai detto loro di tenerli dritti. Se mia madre avesse fatto lo stesso (cioe’ dirmi niente) adesso camminerei come una papera. Non me ne accorgevo, me l’ha fatto notare, ho imparato.

Anche il comprare un capo d’abbigliamento ha una sua storia. Vai con la mamma quando sei piccolo, con le amiche poi, magari con il marito o la moglie per un consiglio o anche da solo quando raggiungi quella conoscenza di te stesso tale che ti permette di comprare un vestito senza aver paura di indossare poi una cosa orrenda o che proprio non ti sta’. Di madre in figlia si passano questa idea che le donne debbano comprare i vestiti di una taglia meno o anche due (crepi l’avarizia), gli uomini di tre taglie piu’ grandi. Che la madre si vesta come la figlia e che il padre si vesta come il figlio. Cosi vedi una ragazza sui 20 anni con jeans a vita bassa talmente stretti che la pancia sguscia da sopra. La maglietta che e’ sempre leggerissima, tirata a pelle di salsiccia,  e’ sempre troppo corta e non copre il rigurgito di pancia, da dietro vedi 4 pieghe sulla schiena, due delle quali formate dal reggiseno che non regge ma stritola. Sul davanti il bordo non contiene la coppa D che hanno ma, a malapena una B cosi che anche li vedi un bel disegno di ciccetta che esce a mo’ di V. La madre che data l’eta’, ha qualche chilo di troppo si mette un vestito intero, corto sopra al ginocchio, abbottonato davanti. Devo spiegare come sono messi quei poveri bottoni? Oppure la gonna sempre e comunque sopra il ginocchio anche a 80 anni. Quelle signore troppo magre e la pelle cadente sulle ginocchia non e’ un bel vedere. Lasciamo perdere poi se pensano che si possano permettere il pantaloncino corto. Le scollature ombelicali con la riga del seno che parte da sotto e va su, su fino alla gola? Ne vogliamo parlare?
Unghie sempre perfette mani e piedi tanto che sembra uno sport nazionale. Se vai a farti la manicure e’ sempre pieno, mattina pomeriggio sera e tutti i giorni della settimana. La lunghezza delle unghie delle mani ti fa pensare a come svolgano le normali attivita’ della giornata, pero’ sono belle colorate con disegnini e brillantini e credo che possano essere usate come armi per la difesa personale.
Passiamo agli uomini. Maglia rigorosamente della squadra del cuore o camicione modello palandrana da santone. Cappello da baseball, sempre. Scarpa da baseball enorme che arriva a meta’ polpaccio, sempre aperte, le stringhe sono li di bellezza e se le allacciano non possono camminare strisciando i piedi.
I pantaloni. Larghi con innumerevoli tasche dove mettono di tutto, pettine, spazzola, portafoglio, bottiglietta di acqua o bibita da mezzo litro, telefono cellulare,  chiavi di casa, bandana, iPod, attrezzi da lavoro e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. L’altro giorno in una tasca dietro ho visto uno di quei libri elettronici che misurano almeno 15 per 25 cm.  Questi sono i casual e il figlioletto di 4 anni uguale in miniatura.
Quelli che hanno un lavoro d’ufficio nelle stagione invernale non si vede molto, il cappotto copre. D’estate ho visto dei pantaloni classici persino con tre pieghe per parte, la gamba larga che ci stava qualcun’altro dentro, camicia, niente giacca e cravatta improponibile giallo, arancio e tutti i colori dell’arcobaleno e anche con i pupazzetti sopra.

Magari sono delle eccezioni? No, le eccezioni sono quelli che a mio giudizio sono vestiti decentemente. Se guardi bene pero’ cadono sempre nell’errore da qualche parte. Scarpa con polvere, riga da appendino dell’armadio sul pantalone a livello ginocchio, macchia di caffe’ sulla camicia.
Quando torno in Italia sono talmente abituata a vedere le cinque XL che una taglia 50 di un uomo mi da’ un senso di anoressia.

Una delle cose che succedono piu’ di frequente e’ l’alterco. Sul treno, dopo aver sentito una donna per piu’ di mezz’ora raccontare i fatti suoi a voce alta alla vicina di sedile, un signore sulla cinquantina le chiede di abbassare la voce perche’ le dice, sta’ disturbando tutti. Apriti cielo! Come si e’ permesso di dire a lei cosa fare? La tipa si alza, petto in fuori a mo’ di gallo pronta al combattimento con tanto di svetolio di dito indice,  comincia a inveire di farsi gli affari suoi, che gli fa vedere lei come abbassa la voce (gridando sempre piu’ forte) e gli dice “vieni qui” in segno di sfida. Lui risponde, rimanendo seduto, di piantarla e di andarsene da un’altra parte e che e’ maleducata e rozza. E lei riparte di nuovo con insulti degni di uno scaricatore di porto. 
La voce alta e caciarona, sempre, e’ insopportabile. La maggior parte delle volte sono al cellulare e raccontano alla persona dall’altra parte come e’ stata brava a cantarle a questa e come ha messo sotto quell’altra e io qui e io la’. Oppure dopo aver parlato per piu’ di un quarto d’ora di come e’ andata la giornata chiudono con: “ Va be’ ti lascio tra cinque minuti sono a casa”. Ma come? Non potevi evitarci il racconto della litigata con la collega d’ufficio, della telefonata del moroso che e’ finita in lotta, del pranzo ultracalorico che hai avuto e di come hai mandato a quel paese un tuo cliente? Stai andando a casa evitami il rompimento d’orecchie!
Non succede ogni giorno ma accade piu’ spesso di quanto uno abbia voglia di sentire dopo nove ore di lavoro o alla mattina presto prima di andarci.
E potrei andare avanti per ore ma finiamola qui ......per oggi.

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sabato 1 settembre 2012

Assicurazioni e dintorni

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Ne ho sentita una bella in questi giorni ma, non mi stupisco piu’ di tanto. Conosco i polli ormai.
Incidente. Una ragazza, che chiamero’ Kim, muore in un’incidente d’auto. L’auto che l’ha colpita in piena fiancata, perche’ passata a un semaforo rosso, e’ guidata da un tizio che chiamero’ Bryan. L’auto di Bryan e’ assicurata solo per $25,000 pero’ Kim aveva una polizza che la copriva in caso di incidente con un non assicurato. $100,000 il premio.
Tutto bene se non fosse che, quando il caso va in tribunale, l’avvocato dell’assicurazione di Kim si schiera dalla parte dell’assicurazione di Bryan, quello che ha causato l’incidente.
In parole povere se l’assicurazione di Bryan vince la causa e il tribunale delibera che in parte e’ stata colpa di Kim la sua assicurazione non e’ obbligata a pagare il premio di $100,000 alla sua famiglia.
Il bello e’ che possono farlo. Assicurato o no sei in balia dei forse e dei ma pero’.
Grazie al cielo il tribunale ha dato torto a Bryan e la famiglia di Kim ricevera’ quello che gli spetta.

Gia’ funziona cosi. Anche se hai ragione e’ sempre tutto da dimostrare, dov’essero inventarsi che non e’ vero. D’altronde sono in business per far soldi non per risarcirti i danni. Tu comincia a pagare e poi vediamo se ti rimborsiamo.
Anche le assicurazioni sulla salute non sono da meno e forse sono le peggiori. Questa cura non te la paghiamo perche’ sei troppo giovane per avere quella malattia, queste cure non te le paghiamo piu’ perche’ ormai dopo tre infarti dovresti essere morto e invece continui a salassarci con i tuoi acquisti di medicine, tuo figlio non avrebbe dovuto nascere con una malattia genetica perche’ adesso dovremmo coprirlo con continue medicazioni che ci costano un occhio quello che non ti copriamo, be’ fai debiti e cerca di pagarli. Non ce la fai? Vendi la casa.

Un’altra notizia recente. Un uomo perde la moglie dopo essere stata ammalata di cancro, le cure gli sono costate anni di risparmi e ha contratto debiti. E’ senza un soldo e deve campare con 900$ al mese. 300$ di questi gli vengono detratti direttamente per poterli ripagare.
Quando vedo quello che succede qui ogni giorno e sento gente in Italia che vorrebbe privatizzare la sanita’ vado letteralmente in bestia. Non sanno a cosa vanno incontro, non sanno che conseguenze porta e parlano. I privati sono li per guadagnare non per curare i tuoi interessi. L’occasione fa l’uomo ladro e vuoi che non c’e’ gente che ci mangia sopra?

L’assistenza nazionale si c’e’, devi dimostrare che non hai assolutamente niente e comunque ti riservano cure di serie B e il minimo che possono darti dopo aver compilato una tonnellata di carte.
Se smetti di lavorare smetti di avere l’assicurazione che, di solito, paga il datore di lavoro. Cioe' quello che si possono permettere o meglio, quello che vogliono spendere. C'e di che meditare, io intanto incrocio le dita e spero che non ci capiti niente.



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sabato 25 agosto 2012

Sola in citta'


 
                                            Midtown Manhattan by Ivan Corellas

Per quanto sia definita la citta’ che non dorme mai, sempre sveglia, sempre affollata, ad agosto anche qui vanno in ferie. Le scuole sono chiuse e le spiagge sono a poca distanza.
Il mio capo e il mio collega sono rispettivamente in Marocco e in Calabria e io sono sola in ufficio. Si lavora il doppio senza accorgersene.
Nessuno chiama, nessuno scrive e si va avanti a immettere ordini, spedire, archiviare, sistemare e annaffiare un’enorme pianta, l’unica che c’e’ in tutto il piano. Le cinque arrivano cosi di botto.
Le mie colleghe oltroceano a Mira, Venezia, sono rientrate quasi tutte lunedi e dalle 9 a mezzogiorno qualche telefonata puo’ arrivare.
Giu’ in strada c’e’ poco o nessuno. Si attraversa tranquillamente, non ci sono code lunghissime tra un semaforo e l’altro , i taxi fanno pochi affari e se si esce a prendere il pranzo non c’e’ praticamente coda. Il solito “next” della cassiera di turno e’ affievolito e sporadico.

Sui marciapiedi non ci si spintona per passare il solito ignoto che passeggia in mezzo guardando sbadatamente le vetrine.

Il caldo afoso ha lasciato il posto a un venticello non fresco ma sopportabile.
Settimana prossima tutto torna alla normalita’. Come diceva quel vecchio tormentone estivo
“l’estate sta’ finendo e un anno se ne va’...”. C'e' da crederci o no qui cominciano gia’ a parlare di feste natalizie!   I negozi hanno gia' esposto le cartoline di Thanksgiving che quest'anno e' il 22 di novembre. Le pubblicita' per lo shopping del ritorno a scuola invece va avanti da luglio.

Dopo il Labor Day che e' il primo lunedi di settembre tutto puo' succedere con il tempo, le temperature posso crollare di colpo o almeno cosi dicono.

Io invece gia’ mi vedo a buttare tonnellate di foglie secche autunnali raccolte sul marciapiede di casa....


sabato 18 agosto 2012

Italian Tourists


In fila per entrare al 9/11 Memorial

Lo scorso fine settimana, sono stata per la prima volta a visitare il 9/11 Memorial giú, a Ground Zero. E’ stato ufficialmente aperto nel 2010 e mi sono detta che era ora di andare a vedere.
Mi aspettavo di vedere una certa quantitá di turisti e infatti eccoli la’ tutti diligentemente in fila controllati a vista dalla polizia e dalla sicurezza del Memorial. Fino a quando l'intero progetto del nuovo World Trade Center non sara' ultimato serve un biglietto di ingresso alla zona delimitata delle "piscine". Se non ci si stampa il biglietto da Internet (che di per se e' gratis ma chiedono una donazione assolutamente volontaria) bisogna camminare in su qualche isolato vicino alla Cappella di S.Peter e ritirarlo presso il Memorial Preview. Detto fatto, altra fila e ho il mio biglietto d’entrata per le undici e mezza.
Mentre aspetto di muovermi verso la zona dei metal detector sento un linguaggio familiare. Mi giro e vedo un piccolo gruppetto di italiani in vacanza. Padre, madre due ragazzi di 16, 17 anni e una bambina di non piu’ di 6 annoiata a morte che chiede che posto e’ questo.  La fila si muove abbastanza veloce e in un momento di pausa dico ai due ragazzi: “Posso chiedere da dove venite?” Mi guardano straniti “Uh?”, “Da che citta’ venite”? ripeto io, “Roma” (poteva essere Torino, Macerata, Napoli o Trento, fa lo stesso).
Ma facciamo un passo indietro. Quando giravo per la citta’ e mi capitava di sentire parlare italiano chiedevo alle persone che incontravo da che citta’ venivano, cosi, per fare due chiacchere veloci (mi sembrava normale). Al che mi rispondevano e mi rifacevano la stessa domanda.
Alla mia risposta “sono di Milano ma abito qui” succede sempre la stessa cosa, cala un silenzio di tomba. Fine della conversazione, si girano, se ne vanno o ricominciano a parlare con i compagni di viaggio come se niente fosse successo. Io rimango li basita e mi chiedo cosa passi per le loro teste in quel momento. Gli avro’ rovinato la vacanza tutta “americana” incontrando un’altra italiana dove non se l’aspettavano? Avrebbero conversato di piu’ se fossi stata una turista come loro? Be’ sicuramente io non sono interessante come il Flatiron Building, la Statua della Liberta’ o il Madison Square Garden. Probabilmente preferiscono incontrare un americano, un po’ fuori di testa e goliardico, che dice solo tre parole in Italiano, cosi da poter andare a casa a raccontare di quello yankee incontrato in Times Square che parlava di pasta, pizza e mafia.

Anche la famiglia incontrata al Memorial non ha fatto eccezione. Be’ ho deciso, senza rancore alcuno, che e’ meglio che mi faccio gli affari miei. Si, in effetti puo’ essere piu’ divertente osservare i miei connazionali che girovagano per la Grande Mela invece di parlarci.
Classica coppia lei-lui. Lei vestita di tutto punto in coordinato e truccata per l’occasione con mappa della citta’, lui con pantaloncino corto, maglietta I Love New York comprata il giorno prima, scarpe da ginnastica rigorosamente di marca e macchina fotografica al collo. Li riconosco anche perche’ diciamola tutta, nessun turista e’ vestito bene come i nostri. Vogliamo mettere con i tedeschi dai sandaloni enormi e dei sacchi con tasconi portatutto al posto dei pantaloni?
Be’ loro, gli italiani in vacanza, sono quasi sempre all’angolo di un marciapiede, lei che scruta la mappa al centimetro e lui con le mani sui fianchi che si guarda in giro cercando di fidarsi del suo intuito/istinto e decidere da che parte andare. Un uomo italiano non chiede informazioni, mai. Punto.
Oppure che dire della lei che da consigli a lui sulle foto da fare? “Guarda che se non li prendi adesso insieme non ti capita un’altra occasione”. Ambulanza, Vigili del Fuoco e Polizia. Si che capita, viaggiano praticamente insieme, tutto il tempo.
Poi ci sono quelli che si danno dello stronzo a vicenda in mezzo alla Quinta strada pensando che nessuno capisce quello che dicono.
Infine, che dire del gruppo di amici trentenni dove il solito ignoto spicca dal gruppo e dice: andiamo di la', e prendono la metropolitana sbagliata? Una volta sentivo quasi l'urgenza di aiutarli mettendomi nei loro panni in una citta' enorme ma, ho scoperto che non vogliono aiuto,
preferiscono perdersi nei meandri dei lunghissimi corridoi della metropolitana di Union Square piuttosto che chiedere.
 
Be’ carissimi italians, io lo sforzo di farvi sentire un po’ a casa l’ho fatto. Non avete raccolto, non vi interessa, turisti fai da te? Poco male, adesso vi osservo da lontano e se passate da queste parti e vedete una che ridacchia da sola e scuote la testa mentre vi passa accanto, probabilmente sono io....
Photo by BarbaraCarraroJules

venerdì 10 agosto 2012

Acqua e Acque Nere

Tutto il mondo e' paese....

Primo IronMan della citta' di New York, gli atleti si cimentano in tre diverse e dure gare in tre discipline: nuoto Km 3.86, bicicletta Km 180 e Maratona Km 42.164. Il nuoto si svolgera' nell'Hudson River a ovest di Manhattan a nord del George Washington Brigde. Poco piu' in alto a meno di tre giorni dalla gara di sabato 11 agosto una tubatura del sistema forgnario si e' rotta proprio vicino all'arrivo della sessione di nuoto. Per poterla riparare si e' baypassato il sistema al di sopra della rottura e cosi si sono riversati nel fiume liquami non proprio sani e pieni di cloro per evitare che i batteri ci sguazzassero. Salvati in corner, riparato tutto a tempo di record. 
Ma qui non e' una novita'. Le tubature fognarie sono vecchie e non vengono rimpiazzate. Aspettano semplicemente che si rompano e con il senno di poi si riparano. E' successo l'8 agosto in una parte a sud di Brooklyn chiamata Bay Ridge. L'ennesima falla nel terreno.
NBC 4 New York
 
Parte tutto da un buchino di 10 centimetri in mezzo alla strada. Rattoppato e poi un bel giorno tutto cede portando con se' automobili, passanti e quant'altro. La macchina grigia a destra nella foto e' rimasta in bilico per tre ore prima che i vigili del fuoco la imbragassero e la portassero in salvo. E poi il disagio dei lavori di riparazione e quant'altro.
Tutto intorno alla citta' la stessa cosa, buchini e avvallamenti. L'IronMan di domani e' salvo per il resto si vedra', alla prossima buca e speriamo di non caderci dentro!http://ironmanuschampionship.com/


sabato 4 agosto 2012

New York, luci e piccoli problemini


Manhattan from Brooklyn promenade

Eccola li luccicante in tutto il suo splendore. La citta' che non dorme mai, la citta' dei teatri e dei musei, dei ristoranti, dei parchi e dei grattacieli. Quella citta' dove il Sindaco ha deciso di chiudere  intere corsie per trasformarle in corsie per ciclisti. Si loro, quelli che vanno in contromano e che la corsia la usano poco. La corsia, quella che usano tutti gli altri per fare consegne, in fondo il carrello ha le ruote no? Tutti gli automobilisti imbestialiti costretti a ridursi in una corsia con il classico tipo che davanti a te non si muove, manda messaggi di testo, telefona, beve un litro di caffe' comprato da Starbucks (e dove senno'?) E quello dietro che suona, e i pedoni che ne approfittano per passargli davanti, come Milano. E che dire della tanto decantata metropolitana? Linee che viaggiano tutto intorno e dentro la citta' in tutti e 5 i quartieri. Piena di gente fino a scoppiare, mai l'espressione schiacciati come sardine e' stata piu' vera. Non importa che dicono all'autoparlante che c'e' un treno dietro, no, quello vogliono e spingono. Ogni tanto c'e' un po' di intrattenimento non sempre apprezzato dai pendolari. Li chiamo gli "showtime". Due, tre, quattro ragazzi che girano dentro alle carrozze della metropolitana con una radio e con il loro show. Ballano, girano, saltano mentre la metropolitana si sposta da una stazione all'altra. Chiedono "donations" e poi passano alla prossima carrozza. Almeno non stanno in strada a vendere roba. C'e' gente ovunque a ogni ora del giorno e della notte. E io qui a tentare di sopravvivere in questa citta' cosi luccicante e cosi affollata.  La citta' che non dorme mai.